“Chi ero prima dell’incidente adesso è solo una storia. Tutto, prima di adesso, prima di adesso, prima di adesso, è solo una storia che mi porto in giro. Quello di cui ho bisogno è una nuova storia su chi sono. Quello di cui ho bisogno è di fare una cazzata così grande da non riuscire a salvarmi.”
Chuck Palahniuk – Invisible Monsters
Parlo ad alta voce in una lingua che non è la mia. Perché lo faccio? Forse perché vorrei che mi sentisse mentre le blatero contro che non ne voglio sapere. Che sono stanco di giocare. Che non mi piace più. Eppure cerco un segno, ancora a dirmi che ho sbagliato io, che avrei dovuto tener duro prima e meglio.
Il tempo gioca con i miei occhi e rende reale il valore che io ho solo inventato. L’ho inventato, regalato, venerato ed aspettato. Come se esistesse. Se n’e’ andato e lo rimpiango.
Ho creduto di vederlo nel luccicare di una risata. Era il mio riflesso.
La mente puo’ fare brutti scherzi. Meno male che ho comprato un po d’erba...
Ho di recente comprato un nuovo scolapasta. E' carino. D'acciaio inossidabile e cromato. Ha molti buchi di forme diverse. Alcuni compongono la scritta "pasta" o "rice" o "veg"... Ogni volta che ci passo gli spaghetti, non riesco mai a tenerli tutti dentro. Sfuggono come anguille di Comacchio e si infilano nei buchi piu' impensati. Per tirarli via spesso li rompo. A me non piacciono gli spaghetti spezzati. Sono costretto a buttarli. Che spreco...
Che spreco sentirmi uno scolapasta. Non riuscire ancora a indirizzare il flusso. La mia vita se ne va dove vuole e si porta via il mio pranzo. Che spreco tagliare un pezzo di polpa, perche' e' finita nella direzione sbagliata, perche' non mi piace piu'. Perche' non so capirlo (come dovrei?!) prima che la ferita si incancrenisca? La maturita' arriva sempre tardi, quando arriva. Non credo che riusciro' a capirlo ancora in futuro. Speriamo che il mio cuore mutilato mi sorregga sempre. Speriamo che si dimentichi delle cicatrici e alla fine mi trascini in qualche altro casino...
Amen
Mi dice la mia casa:
“Non abbandonarmi. Il tuo passato è qui”
Mi dice la mia strada:
“Vieni, seguimi. Io sono il tuo futuro”
E io dico alla mia casa e alla mia strada:
“Non ho passato, non ho futuro. Quando resto, c’è un andare nel mio restare. Quando vado, c’è un restare nel mio andare. Solo l’amore e la morte cambiano ogni cosa”
Kahil Gibran
Il senso, unico come ognuno. Cieco come un vicolo. Penso a quanto presuntuoso possa essere per me tornare a. immaginare. Volteggia il tempo senza sosta e mescola i miei pensieri. Li perdo nel fiume di parole dove annego il tuo ricordo.
E il mio.
New times, new rules.
Mentre cazzeggiavo alla ricerca mentale di un valido motivo per un post degno di nota, mi imbatto nelle funzioni di splinder... cambia template, modifica profilo etc... Ignorante come una zappa ubriaca, comincio a cambiare il profilo, la descrizione e poi la foto, mentre già penso a modificare il template. Facciamo una prova: vediamo se la foto è già cambiata me dove la trovo la foto del mio profilo altrove che nel mio profilo? Ecco, dalla mia cyberamica Tzu. Ci provo e... sorpresa: lei ha cambiato il suo template proprio oggi. Che succede Tzu, ora scrivi post telepatici? Comunque grazie. Allora ecco la nuova versione standard del template cosi come offerto dal grande fratello splinder... e speriamo bene.
Ah, se vi dovesse venire qualche dubbio, quello li è proprio il balcone di Giulietta!!
Future is the reason for the creation of pain
Let's flow with the moment. Let's stay here to watch. Let's feel the rain getting dry. Let's live the seasons when they will come. Let's wait. As through the longest and darkest of nights I wait. My breath comes in only the most shallow gasps. I can do nothing but measure each moment, inhale, exhale, and wait. I sit beside the tormented lovers through the centuries of this blackest night, stars hidden, mercifully, so that I am not tortured even further by their movement so slow.
I will wait. I will watch, get wet and dry again. I will taste the seasons, pass through them and last with them. I will experience the exhileration of the coming sun.
I will wait until, in glory , I will breathe full once again, pain shed. Then I will whisper to my love: welcome.
Non seguirmi, non posso aiutarti. Perché non te ne accorgi?
Non hai più nulla da imparare da me, non ho nulla da insegnare. Posso mostrarti solo il gigantesco gorgo che inghiotte la mia mente, che blocca le mie mani, che crudelmente spegne le mie candele senza soffiarci su, senza esprimere alcun desiderio.
Lasciami stare. Sono una malaspina nascosta tra le foglie delle parole vane;
sono la lesione sul bordo del bicchiere che se la baci ti taglierai;
sono l’ultimo inutile sole dell’autunno, troppo freddo per crederci.
Sono pronto a sprecarmi e non voglio altro. Sono carne persa.
Voglio solo fare un passo vero il fondo e poi ancora un altro.
Lasciami stare. Sono asciutto come una lacrima secca.
Il vortice mi ha soffiato dentro, ha scovato i miei sogni e fatto cadere i miei libri. Li raccolgo e capisco che non me li ricordo più. In un lampo ho dimenticato quelle vibrazioni che sembravano cosi eternamente efficaci. Il mutevole accordo del vento tra i tetti sotto la mia finestra non parla più la nostra lingua. La folla dei pensieri si accalca solo per la macabra curiosità per l’esecuzione.
Non vale la pena di aspettare. Qui è un ritrovo di ombre. La vita è altrove. Corriamo a prendercela. O provaci almeno tu.
…….
poi succede che qualcuno
il proprio cuore
se lo strappi a mano
e lo serva nella ciotola ai cani
e lo ficchi nella macinatrice per burger
del locale in franchising
o ne disinneschi
il congegno a orologeria
o lo fissi con la molletta
contro i raggi della bici
o lo presti per il lancio
ai tiratori al piattello
o gli stringa una benda
attorno alla bocca
probabile che abbia sentito
che senza un cuore
l’infarto non viene
(False Partenze, Luciano Ligabue, da Lettere D’Amore Nel Frigo)
.
Bella sorpresa. Sono adulto. Se penso che come molte cose è nata anche questa da uno sbaglio, tutto sommato poteva andare peggio.
Stamattina nel pieno del mio “rincoglionimento da orsite mattutina acuta” mi sono ritrovato di fronte allo specchio. Nonostante la doccia fosse già finita da un pezzo, il mio risveglio ancora tardava a sbadigliare. Io faticavo ancora a mettere a fuoco le immagini che già la sfiga diceva: ” Buongiorno!!”. "Speriamo!" le rispondo toccandomi i gioielli di famiglia oggi non particolarmente brillanti. "Ah! Ah! Che battuta!” Mi sono detto ancora. “Coglione"… Basta con lo spirito!!!
Improvvisamente di fronte allo specchio l’immagine è a fuoco e guardo la mia faccia ingrigita di peli…Cosi ho preso la difficile decisione di procedere alla rimozione del maschil vezzo dalla mia faccia di bronzo..Ma sì un cambiamento. Che vuoi che sia? Magari sembro anche più giovane. What a mistake!!
“Quanto era che non ti tagliavi il pizzetto?” La scoppiettante vocina della coscienza maligna del passare del tempo. Forse era troppo davvero. “E che sono quei due solchi ai lati della bocca?” continua la stronza.
Rido d’istinto e dico: “Lo vedi è solo felicità! Che credevi? Che tutti sono soli e disperati come te?”. Non ci crede.
“A me sembrano due belle linee che assomigliano a due rughe… e a te no?”
"Macchè rughe, sono segni d’espressione".
Sì.. bell’espressione del cavolo, penso guardandomi meglio. Comincia a far breccia la vigliacca. E lo sa che ha colpito nel segno. E continua: “Infondo, completano il personaggio: un po’ di grigio nei capelli, gli occhi un po’ lontani di chi ha già visto molto nella vita, due rughe sul viso, un’aria da rispettabile adulto… ti dona perfino”.
"Ma sparisci. Tu non esisti. Tu sei solo una voce nella mia mente schizofrenica! Non m’impressioni!" “Vedrai” dice mentre chiude la porta.
Mi vesto in fretta, in un lampo sono per le scale e incontro, al solito, il bravo studentello del piano di sotto con la sua fidanzatina, i suppose. Di solito lei mi lancia qualche occhiatina da click. Oggi magari replica. Chissà. “Ciao” gli faccio in attesa di una cosa tipo: “Batti il 5 fratello”….
”Buongiorno Signore” mi rispondono in coro sti due stronzi…
Mentre confuso continuo la mia discesa, mi domando se mi hanno riconosciuto.
“Direi proprio che stavolta ti hanno riconosciuto” mi sembra di sentire starnazzare la vocina…
FYI - Fuck You Idiot
.
“In Afghanistan, yelda è la prima notte del mese di Jadi, la prima notte d'inverno e la più lunga dell'anno. Alcune credenze popolari narrano che durante la notte di yelda le falene si gettino indemoniate sulla fiamma delle candele. Nella notte di yelda i lupi scalano le montagne alla ricerca del sole. Alcuni dicono che mangiando cocomero in questa notte non si soffrirà più la sete durante l'estate. Yelda è la notte senza stelle in cui gli innamorati infelici vegliano nell'oscurità,in attesa che il sole riporti loro l'amato”
(Kalhed Hosseini – Il cacciatore di aquiloni)
Io sono nato una notte di Yelda, il mio sole ancora non nasce.
Io sono la falena che danza intorno al tuo calore.
Sono il sentiero battuto dai lupi. Ne riconosco la voce. Chiamano il mio nome, senza stancarsi. Ho sete. Hanno sete. Hanno fame della mia fame. Non se ne andranno.
Resterò nell’ombra in attesa, come una murena tra gli scogli. Il sole mi ripagherà del tempo perso.
Ogni notte che te ne vai diventa Yelda per me.
Io sono nato una notte di Yelda. Il mio sole ancora non nasce.
.