Outer Space

Credi tu, sciocca, che tutto resti eternamente la stessa cosa? Come un sogno leggero dilegua ciò che un giorno fù tuo... fù mio. I nostri occhi già copre il sonno e i nostri cuori vela l'oblio.

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Blogger: Outerspace
Sono il tempo perso. Un'occasione mancata. Un brutto ceffo. Uno che vive in bilico tra il sublime e l'immondo con qualche propensione per il secondo

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sabato, ottobre 20, 2007

Alone Again

Chi ero prima dell’incidente adesso è solo una storia. Tutto, prima di adesso, prima di adesso, prima di adesso, è solo una storia che mi porto in giro. Quello di cui ho bisogno è una nuova storia su chi sono. Quello di cui ho bisogno è di fare una cazzata così grande da non riuscire a salvarmi.”

Chuck Palahniuk – Invisible Monsters

 

Parlo ad alta voce in una lingua che non è la mia. Perché lo faccio? Forse perché vorrei che mi sentisse mentre le blatero contro che non ne voglio sapere. Che sono stanco di giocare. Che non mi piace più. Eppure cerco un segno, ancora a dirmi che ho sbagliato io, che avrei dovuto tener duro prima e meglio.

 

Il tempo gioca con i miei occhi e rende reale il valore che io ho solo inventato. L’ho inventato, regalato, venerato ed aspettato. Come se esistesse. Se n’e’ andato e lo rimpiango.

Ho creduto di vederlo nel luccicare di una risata. Era il mio riflesso.

La mente puo’ fare brutti scherzi. Meno male che ho comprato un po d’erba...

postato da: Outerspace alle ore 12:31 | link | commenti (12)
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giovedì, giugno 28, 2007

STOP!

Ho di recente comprato un nuovo scolapasta. E' carino. D'acciaio inossidabile e cromato. Ha molti buchi di forme diverse. Alcuni compongono la scritta "pasta" o "rice" o "veg"... Ogni volta che ci passo gli spaghetti, non riesco mai a tenerli tutti dentro. Sfuggono come anguille di Comacchio e si infilano nei buchi piu' impensati. Per tirarli via spesso li rompo. A me non piacciono gli spaghetti spezzati. Sono costretto a buttarli. Che spreco...

Che spreco sentirmi uno scolapasta. Non riuscire ancora a indirizzare il flusso. La mia vita se ne va dove vuole e si porta via il mio pranzo. Che spreco tagliare un pezzo di polpa, perche' e' finita nella direzione sbagliata, perche' non mi piace piu'. Perche' non so capirlo (come dovrei?!) prima che la ferita si incancrenisca? La maturita' arriva sempre tardi, quando arriva. Non credo che riusciro' a capirlo ancora in futuro. Speriamo che il mio cuore mutilato mi sorregga sempre. Speriamo che si dimentichi delle cicatrici e alla fine mi trascini in qualche altro casino...

Amen

postato da: Outerspace alle ore 14:48 | link | commenti (8)
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sabato, maggio 05, 2007

Mi dice la mia casa:

“Non abbandonarmi. Il tuo passato è qui”

Mi dice la mia strada:

“Vieni, seguimi. Io sono il tuo futuro”

E io dico alla mia casa e alla mia strada:

“Non ho passato, non ho futuro. Quando resto, c’è un andare nel mio restare. Quando vado, c’è un restare nel mio andare. Solo l’amore e la morte cambiano ogni cosa”

 

Kahil Gibran

 

Il senso, unico come ognuno. Cieco come un vicolo. Penso a quanto presuntuoso possa essere per me tornare a. immaginare. Volteggia il tempo senza sosta e mescola i miei pensieri. Li perdo nel fiume di parole dove annego il tuo ricordo.

E il mio.

postato da: Outerspace alle ore 20:42 | link | commenti (6)
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mercoledì, aprile 18, 2007

Telepatia

New times, new rules.

Mentre cazzeggiavo alla ricerca mentale di un valido motivo per un post degno di nota, mi imbatto nelle funzioni di splinder... cambia template, modifica profilo etc... Ignorante come una zappa ubriaca, comincio a cambiare il profilo, la descrizione e poi la foto, mentre già penso a modificare il template. Facciamo una prova: vediamo se la foto è già cambiata me dove la trovo la foto del mio profilo altrove che nel mio profilo? Ecco, dalla mia cyberamica Tzu. Ci provo e... sorpresa: lei ha cambiato il suo template proprio oggi. Che succede Tzu, ora scrivi post telepatici? Comunque grazie. Allora ecco la nuova versione standard del template cosi come offerto dal grande fratello splinder... e speriamo bene.

Ah, se vi dovesse venire qualche dubbio, quello li è proprio il balcone di Giulietta!!

postato da: Outerspace alle ore 23:43 | link | commenti (2)
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sabato, aprile 07, 2007

Future is the reason for the creation of pain

Let's flow with the moment. Let's stay here to watch. Let's feel the rain getting dry. Let's live the seasons when they will come. Let's wait. As through the longest and darkest of nights I wait. My breath comes in only the most shallow gasps. I can do nothing but measure each moment, inhale, exhale, and wait. I sit beside the tormented lovers through the centuries of this blackest night, stars hidden, mercifully, so that I am not tortured even further by their movement so slow. 

I will wait. I will watch, get wet and dry again. I will taste the seasons, pass through them and last with them. I will experience the exhileration of the coming sun.

I will wait until, in glory , I will breathe full once again, pain shed. Then I will whisper to my love: welcome.

postato da: Outerspace alle ore 10:09 | link | commenti (3)
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mercoledì, marzo 21, 2007

false partenze

Non seguirmi, non posso aiutarti. Perché non te ne accorgi? 

Non hai più nulla da imparare da me, non ho nulla da insegnare. Posso mostrarti solo il gigantesco gorgo che inghiotte la mia mente, che blocca le mie mani, che crudelmente spegne le mie candele senza soffiarci su, senza esprimere alcun desiderio. 

 

Lasciami stare. Sono una malaspina nascosta tra le foglie delle parole vane;

sono la lesione sul bordo del bicchiere che se la baci ti taglierai;

sono l’ultimo inutile sole dell’autunno, troppo freddo per crederci.

Sono pronto a sprecarmi e non voglio altro. Sono carne persa.

Voglio solo fare un passo vero il fondo e poi ancora un altro.

 

Lasciami stare. Sono asciutto come una lacrima secca.

Il vortice mi ha soffiato dentro, ha scovato i miei sogni e fatto cadere i miei libri. Li raccolgo e capisco che non me li ricordo più. In un lampo ho dimenticato quelle vibrazioni che sembravano cosi eternamente efficaci. Il mutevole accordo del vento tra i tetti sotto la mia finestra non parla più la nostra lingua. La folla dei pensieri si accalca solo per la macabra curiosità per l’esecuzione.

 

Non vale la pena di aspettare. Qui è un ritrovo di ombre. La vita è altrove. Corriamo a prendercela. O provaci almeno tu.

 

…….

poi succede che qualcuno

il proprio cuore

se lo strappi a mano

e lo serva nella ciotola ai cani

e lo ficchi nella macinatrice per burger

del locale in franchising

o ne disinneschi

il congegno a orologeria

o lo fissi con la molletta

contro i raggi della bici

o lo presti per il lancio

ai tiratori al piattello

o gli stringa una benda

attorno alla bocca

 

probabile che abbia sentito

che senza un cuore

l’infarto non viene

 

(False Partenze, Luciano Ligabue, da Lettere D’Amore Nel Frigo)

.

.

postato da: Outerspace alle ore 22:50 | link | commenti (5)
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lunedì, marzo 12, 2007

Bella sorpresa. Sono adulto. Se penso che come molte cose è nata anche questa da uno sbaglio, tutto sommato poteva andare peggio.

Stamattina nel pieno del mio “rincoglionimento da orsite mattutina acuta” mi sono ritrovato di fronte allo specchio. Nonostante la doccia fosse già finita da un pezzo, il mio risveglio ancora tardava a sbadigliare. Io faticavo ancora a mettere a fuoco le immagini che già la sfiga diceva: ” Buongiorno!!”. "Speriamo!" le rispondo toccandomi i gioielli di famiglia oggi non particolarmente brillanti. "Ah! Ah! Che battuta!” Mi sono detto ancora. “Coglione"… Basta con lo spirito!!!

Improvvisamente di fronte allo specchio l’immagine è a fuoco e guardo la mia faccia ingrigita di peli…Cosi ho preso la difficile decisione di procedere alla rimozione del maschil vezzo dalla mia faccia di bronzo..Ma sì un cambiamento. Che vuoi che sia? Magari sembro anche più giovane. What a mistake!!

“Quanto era che non ti tagliavi il pizzetto?” La scoppiettante vocina della coscienza maligna del passare del tempo. Forse era troppo davvero. “E che sono quei due solchi ai lati della bocca?” continua la stronza.

Rido d’istinto e dico: “Lo vedi è solo felicità! Che credevi? Che tutti sono soli e disperati come te?”. Non ci crede.

“A me sembrano due belle linee che assomigliano a due rughe… e a te no?”

"Macchè rughe, sono segni d’espressione".

Sì.. bell’espressione del cavolo, penso guardandomi meglio. Comincia a far breccia la vigliacca. E lo sa che ha colpito nel segno. E continua: “Infondo, completano il personaggio: un po’ di grigio nei capelli, gli occhi un po’ lontani di chi ha già visto molto nella vita, due rughe sul viso, un’aria da rispettabile adulto… ti dona perfino”.

"Ma sparisci. Tu non esisti. Tu sei solo una voce nella mia mente schizofrenica! Non m’impressioni!" “Vedrai” dice mentre chiude la porta.

Mi vesto in fretta, in un lampo sono per le scale e incontro, al solito, il bravo studentello del piano di sotto con la sua fidanzatina, i suppose. Di solito lei mi lancia qualche occhiatina da click. Oggi magari replica. Chissà. “Ciao” gli faccio in attesa di una cosa tipo: “Batti il 5 fratello”….

”Buongiorno Signore” mi rispondono in coro sti due stronzi…

Mentre confuso continuo la mia discesa, mi domando se mi hanno riconosciuto.

“Direi proprio che stavolta ti hanno riconosciuto” mi sembra di sentire starnazzare la vocina…

FYI - Fuck You Idiot

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postato da: Outerspace alle ore 23:21 | link | commenti (6)
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lunedì, marzo 05, 2007

“In Afghanistan, yelda è la prima notte del mese di Jadi, la prima notte d'inverno e la più lunga dell'anno. Alcune credenze popolari narrano che durante la notte di yelda le falene si gettino indemoniate sulla fiamma delle candele. Nella notte di yelda i lupi scalano le montagne alla ricerca del sole. Alcuni dicono che mangiando cocomero in questa notte non si soffrirà più la sete durante l'estate. Yelda è la notte senza stelle in cui gli innamorati infelici vegliano nell'oscurità,in attesa che il sole riporti loro l'amato”

(Kalhed Hosseini – Il cacciatore di aquiloni)

 

Io sono nato una notte di Yelda, il mio sole ancora non nasce.

Io sono la falena che danza intorno al tuo calore.

Sono il sentiero battuto dai lupi. Ne riconosco la voce. Chiamano il mio nome, senza stancarsi. Ho sete. Hanno sete. Hanno fame della mia fame. Non se ne andranno.

Resterò nell’ombra in attesa, come una murena tra gli scogli. Il sole mi ripagherà del tempo perso.

Ogni notte che te ne vai diventa Yelda per me.

Io sono nato una notte di Yelda. Il mio sole ancora non nasce.

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postato da: Outerspace alle ore 20:12 | link | commenti (2)
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lunedì, febbraio 26, 2007

“Domani sarà il giorno più bello della vita di Raymond K. Hessel. E vedrai che mangerà con più gusto di quanto io e te abbiamo mai mangiato". Bisognava ammetterlo:  aveva un piano e cominciava ad evere un senso(...) Nessuna paura. Nessuna esitazione. La capacità di farsi scivolare  di dosso ciò che non conta...
 
Oggi rimbombano solo brutte notizie. Ovunque vedo, leggo, ascolto oggi si parla di morte. Un amico se ne va, inaspettatamente. Un amore appena nato già agonizza. L’inverno muore in un colpo di coda.
Il mio cuore ancora porta il suo fardello. Instancabile, spinge in avanti. Generoso. E io, invece, non desidero altro che lasciarmi andare. Scivolare lungo il tubo, seguire il flusso al quale non so oppormi. Abbandonami alla mia inerzia, la prima legge fondamentale del moto.
 
Lo stomaco è colmo di nausea. Le mani vuote di rabbia. Sento il peso della canna contro la mia nuca. Sul mio dito la pressione del grilletto. Sono in piedi a raccontare. Sono in ginocchio a chiedere. Ma è ora di alzarsi e cominciare a correre. Schiverò i proiettili d’istinto. Se sarò colpito sarà solo in mezzo agli occhi.
Life sucks. I don’t care. I don’t play its rules. I make my own.
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postato da: Outerspace alle ore 15:15 | link | commenti (4)
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giovedì, febbraio 15, 2007

On his right hand Billy tattooed the word LOVE
On his left hand the word FEAR
But in which hand he held his faith
Was never clear”
Bruce Springsteen – Indian summer
 
s-o-t-t-o-v-u-o-t-o-s-p-i-n-t-o
Come un chicco di riso in quei pacchetti durissimi che sembrano mattoni. Senza aria, senza possibilità di scampo, senza possibilità di alterarsi.
I miei pensieri di oggi sono cosi.
Viaggiano talmente stretti gli uni agli altri che si ostacolano a vicenda. Vano il tentativo, vano lo sforzo. Perchè non togli questo bicchiere dalla mie mani e mi suggerisci la via della veglia? Vorrei potesse farsi. Vorrei che improvvisamente il dejavù sparisse e la mia innocenza si svegliasse con me.
Vorrei che le ali ristoratrici del sonno mi trovassero ancora abbracciato a te. Come in ogni mio sogno. Ma Il ritmo incalza, il respiro si fa affannoso. Ritardato giunge l’orgasmo. Perché ti desidero solo per distruggerti e non posso farlo oltre.
c-o-m-a-e-t-i-l-i-c-o
Ubriaco del tuo odore riesco appena a raggiungere la porta. Barcollando infilo la chiave. “Insieme” mi dici. “Insieme” ripeto. Mi sfiorano i tuoi capelli mentre la apri. Passiamo infine il varco e ancora mi ritrovo solo. Seduto in terra a gambe larghe. Gli occhi spenti di narcosi. La chiave ancora in mano. A chiedermi se sono sveglio. Se lo sono mai stato.
..
postato da: Outerspace alle ore 20:59 | link | commenti (4)
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